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Paragrafo 1 . La societ europea del primo dopoguerra.

     
La   societ  europea  usc  profondamente  sconvolta  dalla   tragica
esperienza  della prima guerra mondiale. Il costo in  vite  umane  era
stato  elevatissimo:  su  un totale di circa 65  milioni  di  militari
mobilitati dai vari paesi belligeranti ci furono quasi nove milioni di
morti  e  pi di venti milioni tra feriti gravi, mutilati e  invalidi,
quasi tutti tra i venti e i quaranta anni di et.
     Sul  fronte interno, la necessit di mobilitare tutte le  risorse
per   le  esigenze  militari,  i  cattivi  raccolti,  l'inflazione   e
l'attivit  di  speculatori  senza scrupoli  avevano  determinato  una
sempre  minore  disponibilit  di  generi  di  prima  necessit  e  un
conseguente peggioramento delle condizioni di vita. Su una popolazione
civile  cos indebolita, tra la quale si contavano gi pi di  quattro
milioni  di  vittime,  si abbatt un'epidemia di influenza  denominata
"spagnola", che caus pi di dieci milioni di morti in tutta l'Europa,
in gran parte giovani e donne.
     Sul  piano economico la guerra favor il consolidamento di alcune
caratteristiche  strutturali. Il ruolo dello stato  venne  rafforzato;
l'industria   fu  ancor  pi  privilegiata  rispetto  all'agricoltura,
particolarmente  nei  settori siderurgico  e  meccanico,  legati  alla
produzione bellica; la tendenza alla concentrazione imprenditoriale  e
finanziaria risult accentuata.
     Terminato  il  conflitto,  la  ripresa  dell'attivit  produttiva
incontr  forti difficolt in tutti i paesi europei, solo inizialmente
attenuate  dalle commesse per lavori pubblici e da provvedimenti  vari
decisi dagli stati a sostegno dell'economia.
     
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     Assai  complicata si presentava la riconversione  degli  impianti
dalla  produzione di guerra a quella di pace. Ai problemi  tecnici  si
univano  quelli provocati dalla contrazione dei mercati sia a  livello
internazionale,  dove  Stati Uniti e Giappone stavano  potenziando  il
proprio  ruolo,  sia interno, a causa del generale impoverimento,  che
faceva  calare  sensibilmente  la domanda.  Nei  paesi  sconfitti,  in
particolare  in  Germania, la situazione era  ulteriormente  aggravata
dalle  pesanti condizioni di pace imposte dai trattati. Questi ultimi,
inoltre,  avendo  deliberato la frantumazione  degli  imperi  tedesco,
austro-ungarico,  russo  e turco, avevano provocato  la  scomparsa  di
vasti  mercati  unitari, cui si aggiungeva l'isolamento  della  Russia
dopo la rivoluzione.
     La  ripresa  economica era ostacolata anche da  una  preoccupante
crisi  finanziaria. Per affrontare le ingenti spese  connesse  con  le
esigenze  belliche, infatti, gli stati europei avevano fatto  ricorso,
oltre  che  all'aumento  delle tasse, anche  ad  un  ingente  prestito
pubblico  e  a  finanziamenti esterni, soprattutto  presso  gli  Stati
Uniti,   che  avevano  provocato  un'enorme  dilatazione  del   debito
pubblico,  unita  all'emissione di cartamoneta in eccedenza,  cui  era
seguita una spaventosa inflazione.
     
     [Grafici  non  riportati: 1) Debiti degli stati europei  con  gli
Stati  Uniti durante il primo conflitto mondiale; 2) L'inflazione  nel
dopoguerra].
     
     La  crisi  economica aveva pesanti riflessi sociali:  fallimenti,
disoccupazione   e   aumento   dei  prezzi   causavano   un   notevole
peggioramento  del  tenore di vita di larga parte  della  popolazione.
Duramente colpiti erano non solo i lavoratori, specialmente  quelli  a
reddito  fisso, ma anche i piccoli proprietari terrieri e immobiliari,
che  riscuotevano affitti svalutati, e le classi medie, i cui risparmi
venivano  progressivamente  erosi dalla svalutazione.  Tutto  ci  era
causa di crescente tensione sociale.
     Mentre  sul  piano  demografico e su quello economico  la  guerra
aveva  causato una tragica diminuzione di risorse, su quello culturale
essa  ebbe un effetto praticamente opposto. Nel corso dei lunghi  anni
del  conflitto, infatti, il contatto tra uomini provenienti da diverse
realt  geografiche e sociali favor un'ampia diffusione di conoscenze
e   di   idee.   Vennero  cos  poste  le  basi  per  una  progressiva
emancipazione degli strati pi bassi della popolazione, si  form  una
pi matura coscienza nazionale e i lavoratori acquisirono una
     
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     maggiore  consapevolezza dei propri diritti. Sul fronte  interno,
i   giovani   e   le  donne,  massicciamente  impiegati  nell'attivit
lavorativa  in assenza dei capifamiglia, cominciarono a liberarsi  dai
tradizionali   vincoli  del  patriarcato  e  ad   acquisire   maggiore
autonomia.
